Riproduzione assistita: Tecniche complementari

Diagnosi Genetica Preimpianto (PGD)

La Diagnosi Genetica Preimpianto è una tecnica di procreazione assistita che, in combinazione con la fecondazione in vitro, consente di diagnosticare malattie genetiche o alterazioni cromosomiche negli embrioni prima di essere trasferiti nell'utero della donna.

Come si esegue la PGD?

Dopo aver realizzato una fecondazione in vitro, la PGD si esegue praticando una biopsia all'embrione. La biopsia può essere effettuata il 3º giorno, quando l'embrione ha 7-8 cellule, o il 5º giorno, allo stadio di blastocisti. La cellula (3º giorno) o le cellule (5º giorno) prelevate vengono analizzate per determinare se l'embrione presenta l'alterazione genetica che si sta cercando. L'analisi è svolta da un ente esterno specializzato in genetica medica. Vengono trasferiti nella paziente solo gli embrioni sani in base alla malattia studiata.

Tecniche compatibili

Chi può usufruire della PGD?

  • Portatori di malattie monogeniche che vogliono assicurarsi che il figlio sarà sano.
  • Portatori di traslocazioni, inversioni o altre anomalie cromosomiche.
  • Pazienti infertili con storia clinica di aborti spontanei ricorrenti.
  • Pazienti con fallimenti di impianto ricorrenti in precedenti cicli di FIVET.
  • Pazienti di un ciclo di FIVET, con età superiore a 35 anni, con più di 5 embrioni, senza fallimenti di impianto ricorrenti.
  • Portatori di oncogeni, che vogliono fare in modo che i propri figli non ne siano portatori (BRCA I, II, ecc.).

Questo sito web utilizza i cookie per raccogliere informazioni statistiche sulla navigazione. Se si continua la navigazione, si consideri che si accetta il suo utilizzo.   Più informazioni.

X